DGA

Dichiarazioni di interesse storico particolarmente importante

Buscarino, Maurizio (1976 - 2011)

Natura:

privato

Settore:

persona

Descrizione:

Il Compendio Maurizio Buscarino risulta costituito da:
- archivio negativi fotografici (1976-1995): n. 675.840 pezzi circa;
- archivio diapositive (1978 - 2010): n. 43.750 pezzi circa;
- archivio stampe “vintage” (1980-2015, serie ancora priva di specifici dati di consistenza);
- archivio memorie digitali (2000-2009): n. 170 supporti (CD, DVD) circa per un totale di circa n. 2.000 file e n. 3 dischi esterni;
- una biblioteca di studio e lavoro composta da circa 2.000 libri, riviste e cataloghi, più circa 500 pubblicazioni contenenti fotografie di Maurizio Buscarino;
- archivio cartaceo (1977-2011): n. 50 scatole e buste, più diverse scatole non ancora inserite nell’elenco sommario.

Localizzazione:

Zogno (Bergamo)

Sedi di conservazione:

  • Privato (persona)
    Zogno (Bergamo)

Dichiarazioni:

  • dichiarazione di interesse storico
    2024/11/18
    Il compendio riveste importante interesse storico in quanto testimonianza dell’attività e del profilo culturale di Maurizio Buscarino (Bergamo, 1944), fotografo italiano di fama internazionale, che, dal 1973 racconta, con le sua arte fotografica, il teatro europeo, americano e orientale. La sua opera è una eccezionale testimonianza del teatro contemporaneo, documentando l’attività di artisti, tra cui si segnalano, in particolare, Jerzy Grotowski, Tadeusz Kantor, Jusaburo Tsujimura, Eugenio Barba, Eimuntas Nekrosius, Anatolij Vasil’ev.
    Ha conseguito il Premio Bolaffi per la Fotografia nel 1979 e il Premio della Critica Teatrale assegnato dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro nel 2003.
    La sua fotografia è stata definita ‘fortemente antropologica’: accanto al teatro di ricerca internazionale, Buscarino ritrae e racconta le antiche forme di teatro tradizionale, quali il teatro dei Pupi siciliani e il Bunraku (teatro giapponese delle marionette), il moderno teatro musicale ebraico, i progetti teatrali nelle prigioni, nei centri di detenzione minorile e nell’ospedale psichiatrico di Grugliasco.