Breve pontificio recante la sottoscrizione di Pietro Bembo (1513 - 1521)
Natura:
privatoSettore:
altri archiviLocalizzazione:
RomaDichiarazioni:
- dichiarazione di interesse storico
2022/09/07, numero repertorio: 61
Il breve conferisce indulgenze ai devoti che si rechino a visitare la reliquia della Croce di Cristo in possesso della Scuola di San Giovanni Evangelista di Venezia, ed era originariamente custodito presumibilmente nell'archivio della medesima.
Esso risulta degno d'interesse per più riguardi. Per quel che concerne il contesto di riferimento, è relativo a una famosa e preziosa reliquia, donata nel 1369 alla Confraternita di devozione veneziana dal cancelliere del Regno di Cipro Philippe de Mezières, conservata in un preziosissimo reliquiario, la sacra spoglia costituiva - e costituisce tuttora - l'orgoglio dei confratelli.
Alla fine del sec. XV, i miracoli a essa attribuiti furono il soggetto dell'importante ciclo pittorico di Vittore Carpaccio, Gentile Bellini, Giovanni Mansueti e altri, un tempo sulle pareti della Scuola e oggi alle Gallerie dell'Accademia di Venezia.
L'edificio monumentale della Scuola, ancora esistente, è di raro pregio architettonico e documenta la transizione tra lo stile gotico e quello rinascimentale in Venezia negli ultimi decenni del sec. XV. Il documento presenta, inoltre, la sottoscrizione autografa del famoso umanista e letterato Pietro Bembo (1470-1547), all'epoca (tra 1513 e 1521) segretario dei brevi di Leone X. L'archivio della Scuola di S. Giovanni Evangelista consta di bb. 337 e regg. 168 (sec. XIV-1806, con notizie e docc. dal 1261) e bb. 4 di pergg. (secc. XIV-XVI). Esso pervenne all'Archivio di Stato di Venezia in seguito alla soppressione della confraternita operata dalle autorità napoleoniche nel primo decennio dell'Ottocento.
A quella circostanza risale anche la dispersione di parte del patrimonio documentario, alcuni elementi del quale confluirono in raccolte e collezioni pubbliche e private.
Nel primo volume del catastico delle scritture, cioè repertorio dell'archivio, della Scuola grande di San Giovanni Evangelista, redatto nel 1785 (si veda L. Levantino, La Scuola Grande di San Giovanni Evangelista di Venezia: inventario dell'archivio antico, Venezia 2071, pp. 159-160) - alla p. 132 (ASVe,Scuola grande di San Giovanni Evangelista, reg. 498), entro la sezione 2 "Reliquie, privilegi, indulgenze ed arche sive sepolture" è descritto un breve perfettamente coincidente con quello in parola, cui corrisponde la segnatura coeva "Libro D carte 18". I "Libro D" così indicato è riconoscibile in quello contenuto in ASVe, Scuola grande di San Giovanni Evangelista, b. 168, sottounità 3 del fondo (cfr. Levantino 2011, p. 173). Si tratta di un cartulario tardo settecentesco, verosimilmente allestito in occasione del riordino del fondo di cui il catastico è I'esito inventariale, in cui sono legati, come espresso dal titolo, documenti di concessione di indulgenze da parte di pontefici e di altre autorità ecclesiastiche. Il volume comprende oggi 17 pergamene, di cui le ultime due staccate dalla fettuccia cui erano cucite. Manca invece la diciottesima, che appunto potrebbe corrispondere al documento con la sottoscrizione di Bembo. Dai dati esposti non è però possibile stabilire con certezza che il documento sia stato estratto dall'archivio della Scuola grande tra il 1785, anno di redazione del catastico, e il 1806, anno di soppressione della Scuola e di acquisizione al demanio di tutti i suoi beni, compreso l'archivio, o invece sia stato sottratto dopo quella data.
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