Bassetti, Piero (1946 - 2025)
Natura:
privatoSettore:
personaConsistenza della documentazione:
150 metri lineariDescrizione:
L’archivio di Piero Bassetti è stato inteso dal soggetto promotore, fin dagli anni Quaranta del secolo scorso, come strumento di lavoro; e come tale è stato gestito dalle persone che, nel corso dei decenni, si sono avvicendate a comporre la sua segreteria personale.Una serie di 193 buste (1954-1980) e una serie secondaria di ulteriori fascicoli (Attività accademica di ricerca e di impegno sociale, 1946-1958) sono state divise per eventi e poste in ordine cronologico. Le carte della seconda sezione, che copre il periodo successivo al 1980, non sono state oggetto di una sistematizzazione come quella operata all’inizio degli anni Novanta da Giacomo Correale e Bertilla Corti e sono organizzate in scatole, per temi. A partire dalla costituzione della Fondazione Giannino Bassetti (FGB) e dell’associazione di istituzioni Globus et Locus (GL), rispettivamente 1994 e 1997, ai faldoni grigi dello studio (le riunioni che Bassetti svolge nella sua giornata di impegno civico, quale che sia l’ambito specifico) si sono associati i faldoni blu, che contengono le carte inerenti al lavoro di FGB, e i faldoni rossi, che riguardano quelle di GL.
Da un punto di vista dell’attività digitale, i file sono stati archiviati sul server, di cui viene fatto un backup settimanale. Dal 2024 è stata digitalizzata una selezione dell’archivio cartaceo, scelte discrezionalmente per il loro valore storiografico e oggi liberamente accessibili sul portale Centro di documentazione Fondazione Giannino Bassetti. I temi enucleati e che rappresentano la struttura dell’archivio sono: Europeismo, Riforma Rai-TV, Arge Alp, Comune di Milano, IPALMO, Commissione trilaterale.
Il processo di digitalizzazione dei documenti dell’Archivio di Piero Bassetti si serve di due standard open-source ben noti nel mondo delle digital humanities, IIIF e TEI, con l'obiettivo di rendere disponibili online non solo edizioni digitali dei documenti basate su immagini, ma anche trascrizioni strutturate e codificate semanticamente. La riflessione teorica che sostiene il progetto non interpreta la transizione da archivio cartaceo ad archivio digitale come una semplice evoluzione tecnica o tecnologica, bensì come una trasformazione ontologica e funzionale. Il fine è infatti comprendere come un deposito tradizionalmente statico e chiuso possa essere modellato come un sistema dinamico, interconnesso e facilmente accessibile, la cui memoria, riconfigurata in forma computazionale e interrogabile, segna il passaggio da una logica di conservazione ad una logica di (inter)operatività.
L’attuale struttura dell’Archivio può essere così sintetizzata:
una prima sezione (1946 – 1980) è stata ordinata all’inizio degli anni Novanta, seguendo un senso cronologico e “per eventi”. Essa si articola in una serie principale di 193 buste (1954 – 1980) e una serie secondaria di 174 ulteriori fascicoli (Attività accademica, di ricerca e di impegno sociale; 1946 – 1958);
una seconda sezione (dal 1981 fino ad oggi) è attualmente in stato di riordino. Lo strumento di ricerca consultabile consiste in una descrizione in formato elettronico sufficiente a navigarla.
Le carte dell’archivio testimoniano lo stretto legame con la figura di Piero Bassetti, configurandosi da un lato come strumento autobiografico e dall’altro quale espansione della memoria di lavoro, un’impalcatura quest’ultima a supporto dell’organizzazione degli impegni quotidiani e ad alimentazione delle proprie elaborazioni di merito.
La consistenza dell’archivio è calcolata sui 150 metri lineari di carte, non omogenee nei loro addensamenti interni sui diversi temi, e neppure tra documenti prodotti da Piero Bassetti e documenti allegati, ma indubbiamente continue. L’archivio è quindi il sedimento di tutto questo. Nato da una necessità pratica, dall’esigenza di avere a disposizione i molti materiali – bozze, appunti, minute di telefonate e conversazioni, lettere, telegrammi, documenti finali – che corroborassero il pensiero di un politico che doveva pensare tanto ed era seduto a più tavoli contemporaneamente. Eppure il contenuto dei faldoni non si limita a essere il deposito del disbrigo delle attività ordinarie di un uomo dai vasti interessi. Infatti, da un lato cristallizza certi passaggi meno storiograficamente raccontati della Prima e della Seconda Repubblica - sono svariati i faldoni che contengono materiale sull’attività politica di Bassetti all’interno della Democrazia Cristiana, dai congressi nazionali a carte inerenti la Terza DC - dall’altro danno conto di un pensiero e un metodo anticipatori per l’epoca. A titolo d’esempio si può citare il faldone ECOLOGIA - nella formazione della prima Giunta di Regione Lombardia, Bassetti nel 1970 assegnò la delega “Ecologia” a un assessore - o quello dei cinque faldoni “Le Alpi e l’Europa (1972-1979)” che rimandano alla fondazione e ai primi anni dell’ARGE ALP, strumento informale - ma sostanziale - di diplomazia tra le regioni alpine di cui l’allora presidente di Regione Lombardia Piero Bassetti fu fondatore insieme all'allora governatore tirolese Eduard Wallnöfer, al governatore altoatesino Silvius Magnago e al presidente della Baviera Alfons Goppel.
La documentazione d’archivio è in parte in formato analogico ed in parte oggetto di un progetto di digitalizzazione ancora in corso.
Localizzazione:
MilanoSedi di conservazione:
- Privato (persona)
Milano
Dichiarazioni:
- dichiarazione di interesse storico
2026/06/19, numero repertorio: 8
L’Archivio “Piero Bassetti” costituisce una straordinaria testimonianza storica, politica e sociale legata alla figura di Piero Bassetti, primo presidente della Regione Lombardia dal 1970 al 1974, deputato al parlamento dal 1976 al 1982, presidente della Camera di commercio industria e agricoltura di Milano dal 1982 al 1997, nonché presidente dell’Unione delle camere di commercio italiane (Unioncamere) dal 1983 al 1992.
Ministero della cultura
